UFFICIO TURISMO
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SULLE ORME DI SAN BERNARDO
Scopri la Via dell'Abate, affascinante itinerario storico che, toccando la Val Formazza, collega la Val d'Ossola a Disentis (Svizzera). Dedicato a Nicolao de Rodis-Baceno, abate di Disentis, il percorso fa rivivere un'antica via di comunicazione attraverso paesaggi alpini di straordinaria bellezza.
Un progetto di valorizzazione, sostenuto dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e con il Comune di Formazza come capofila insieme a Baceno e Premia, promuove questo itinerario nel segno del turismo sostenibile. Basato sugli studi dello storico Enrico Rizzi, il percorso è oggi arricchito da una nuova segnaletica e da un programma di eventi e trekking organizzati (fino a novembre), specialmente nei comuni ossolani, per celebrare anche il centenario di San Bernardo Patrono delle Alpi.
Bruna Papa, Sindaca di Formazza, descrive la Via come "un percorso che racconta storie di fratellanza e superamento dei confini, offrendo un’esperienza di viaggio che coniuga svago, cultura e riflessione". È un invito alla rigenerazione in un contesto di bellezza e sostenibilità.
Esplora la Via dell'Abate: un'avventura tra storia, cultura e la natura incontaminata della Val Formazza e dei territori limitrofi
STORIA DELLA VIA DELL’ABATE
La Via dell'Abate attraversa un territorio vasto e suggestivo, unendo Piemonte (Italia), Canton Ticino e Grigioni (Svizzera). Il suo nome è un omaggio a Nicolao de Rodis-Baceno, illustre figura medievale originaria di Baceno. Nato da una nobile famiglia feudale, Nicolao fu vassallo imperiale e monaco benedettino, vivendo in un’epoca – la fine del XIII secolo – in cui le valli attorno al San Gottardo erano profondamente connesse tra loro.
Il padre di Nicolao, Guidobono de Rodis-Baceno, fu Podestà della Valle di Blenio nel 1270, sul versante meridionale del Lucomagno. Nel 1296, Nicolao intraprese un lungo viaggio da Baceno a Disentis, dove divenne abate-principe dell’omonimo monastero benedettino. Fondato nell’VIII secolo dai monaci irlandesi, Disentis era un centro vitale di civilizzazione e colonizzazione dell’intera regione alpina, favorendo l’insediamento dei coloni walser grazie al supporto feudale della famiglia Rodis-Baceno.
Il percorso della Via dell'Abate ha origine nella Valle Antigorio e conduce fino a Disentis attraversando tre valichi alpini. Si snoda in una regione d’alta quota ancora intatta, di straordinario valore naturalistico, rappresentando un vero e proprio simbolo delle Alpi. Oltre a essere un itinerario storico, la Via dell’Abate incarna il concetto di cammino come esperienza di conoscenza, invitando l’escursionista alla scoperta di paesaggi mozzafiato e di un passato che ancora oggi risuona tra le montagne.

LE TAPPE
TAPPA 1
Baceno – Cadarese
lunghezza 8,5 km
dislivello + 300 m
dislivello – 120 m
tempo 2h 20’
TAPPA 2
Cadarese – Ponte
lunghezza 12,5 km
dislivello + 600 m
dislivello – 75 m
tempo 3h 45
TAPPA 3
Ponte – Rifugio Maria Luisa
lunghezza 9,2 km
dislivello + 1000 m
dislivello – 100 m
tempo 4h 00’
TAPPA 4
Rifugio Maria Luisa – Pescium
lunghezza 22 km
dislivello + 800 m
dislivello – 1200 m
tempo 6h 00’
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TAPPA 5
Airolo – Lago Ritom
lunghezza 9,2 km
dislivello + 815 m
dislivello – 135 m
tempo 3h 20’
TAPPA 6
Lago Ritom – Passo del Lucomagno
lunghezza 13,3 km
dislivello + 500 m
dislivello – 430 m
tempo 3h 50’
TAPPA 7
Passo del Lucomagno – Platta
lunghezza 17,3 km
dislivello + 290 m
dislivello – 825 m
tempo 4h 30’
TAPPA 8
Platta – Disentis
lunghezza 8,3 km
dislivello + 280 m
dislivello – 515 m
tempo 2h 20’
IL TERRITORIO
La Via dell'Abate offre al viandante un viaggio immerso nella storia e nella natura, attraversando luoghi di straordinaria bellezza e rilevanza culturale fin dalla partenza.
A Baceno, il percorso si apre con la Chiesa Monumentale di San Gaudenzio, un autentico gioiello d’arte costruito su uno sperone di roccia, considerata la chiesa più bella delle Alpi. Il suo interno custodisce affreschi medievali, vetrate rinascimentali e sculture policrome lignee neo-gotiche.
Proseguendo verso Premia, l’escursionista incontra gli Orridi di Uriezzo, profonde insenature rocciose scavate dai torrenti subglaciali, ricche di testimonianze preistoriche. Premia è oggi una rinomata località termale, che conserva anche preziosi reperti culturali come il museo mineralogico. Qui si trova inoltre l’antico ospizio di San Bernardo, fondato nel XIII secolo dai signori de Rodis e oggi uno dei pochi esempi superstiti di chiesa-ospizio medievale delle Alpi.
Salendo lungo la valle, il cammino tocca Cristo, un insediamento-fortezza che fu sede dei signori de Rodis-Cristo, dove ancora oggi una torre medievale domina il paesaggio. Al confine tra la Valle Antigorio e la Val Formazza, sorge il Santuario di Antillone, famoso per un ciclo di affreschi che raffigurano il più antico pellegrinaggio al San Gottardo (XVII secolo). Il santuario ospita anche un affresco cinquecentesco di San Bernardo realizzato da Luigi Reali Fiorentino. Poco più in basso, il laghetto di Antillone rappresenta un habitat naturale per una rara specie di tritone alpestre, regalando paesaggi suggestivi che cambiano colore con le stagioni.
Il cammino prosegue verso Formazza, passando per Fondovalle e Chiesa, il capoluogo religioso della valle. Qui si trova la Parrocchiale di San Bernardo d’Aosta, la più antica dell’intero arco alpino, dedicata al patrono delle Alpi e degli alpinisti.
A Ponte, tappa imperdibile è la Casa-Forte, un museo sui passi alpini che ospita una collezione di sculture lignee policrome tedesche del XV-XVI secolo. La Via dell'Abate porta poi alla spettacolare Cascata del Toce, con un salto di 143 metri, da sempre ammirata da scienziati, artisti e scrittori.
A Riale, il percorso continua verso l’alto comprensorio naturalistico della Val Toggia, tra i laghi Kastell e Fischersee, un’area di particolare valore ambientale, incorniciata dalla Cresta Dolomieu, una maestosa parete dolomitica.
Attraversato il Passo San Giacomo, la Via dell'Abate scende in Val Bedretto fino ad Airolo, dove si congiunge con la Via delle Genti, diretta al Passo del San Gottardo. Da qui, il percorso prosegue per Madrano, risalendo nella Valle di Piora, dove si trova il Centro di Biologia Alpina, gestito dalle Università di Zurigo e Ginevra. Il cammino raggiunge poi il Passo dell’Uomo, scendendo nella Valle del Lucomagno, caratterizzata da una delle più importanti foreste di cembri delle Alpi.
Giunti al Passo del Lucomagno, il sentiero segue un’antica via medievale percorsa dagli imperatori diretti in Italia. Attraversata la Valle di Medel, si raggiunge infine Disentis e il suo monastero benedettino, attivo da quattordici secoli. Qui, il viaggiatore può immergersi nella storia attraverso il Museo del Monastero, ricco di preziose collezioni di storia naturale e opere d’arte di grande valore.
Ad eccezione di alcuni tratti (Baceno-Formazza, Bedretto-Airolo e Passo del Lucomagno-Disentis), l’intero percorso attraversa regioni alpine prive di strade carrozzabili, con altitudini comprese tra 800 e 2300 metri. I sentieri ben tracciati conducono l’escursionista attraverso alpeggi ancora attivi, dove è possibile degustare e acquistare pregiati formaggi d’alpe come il Bettelmatt e il Piora, due tra le eccellenze casearie alpine. Altri prodotti tipici includono le patate di Formazza, il pane e i dolci della Surselva Grigione.
Lungo il cammino, si possono ammirare pregevoli tratti di mulattiera medievale ancora conservati, come quelli vicino alla Cascata del Toce e nella Val Piora, oltre a oltre sessanta laghi alpini di straordinaria bellezza. Importante anche il patrimonio architettonico delle case rurali alpine, con antichi Höfe in legno Blockbau visibili a Formazza e a Medel (Lucomagno). La Via dell'Abate è stata inoltre percorsa da viaggiatori illustri come San Carlo Borromeo e Déodat de Dolomieu, il quale, attraversando l’intero itinerario nel 1801, ha dato a questo percorso storico un’ulteriore consacrazione.



